Turismo sostenibile: tra rispetto e consapevolezza

Turismo sostenibile: tra rispetto e consapevolezza

Comprendere e preservare il territorio visitato rispettandone la biodiversità, la cultura dei popoli che lo abitano e contribuendo a migliorarne il futuro, tutto ciò e molto di più è il turismo sostenibile. Una descrizione che si intreccia e si sovrappone a quella di ecoturismo, branche del settore che prendono spunto da una comune idea di visita non invadente, bensì rispettosa e attenta alle esigenze dei viaggiatori, ma anche delle regioni ospitanti.

Creando un rapporto privilegiato con la meta del viaggio attraverso una consapevolezza, una conoscenza e un rispetto più profondi, questo modo di scoprire il mondo influenza tutti gli aspetti del viaggio:

Mobilità sostenibile.

Cresce sempre più la tendenza a sfruttare mezzi di trasporto non inquinanti, limitando al massimo l’impatto acustico, luminoso e atmosferico. Soprattutto, si diffonde l’uso di veicoli elettrici e ibridi, inoltre in base al tipo di viaggio è anche possibile spostarsi a piedi, in bicicletta, sfruttando al meglio i mezzi pubblici. Va da sé che per tragitti molto lunghi è quasi indispensabile l’aereo, ma per tutto il resto si possono trovare valide alternative ecologiche.

Accoglienza locale.

Per avere un vero contatto con la cultura e le persone del luogo è bene prediligere strutture di accoglienza  che impiegano personale del luogo, contribuendo così ad alimentare l’economia locale e non quella delle grandi catene multinazionali. Il rapporto con gli operatori locali permetterà una conoscenza molto più profonda del territorio ed appagante di un pacchetto preconfezionato. Oltre al valore dell’esperienza reale di contatto con i locali, si aggiunge poi l’appagante consapevolezza di investire nel luogo il proprio denaro, per permettere alla comunità che accoglie di continuare a migliorare nelle proprie attività.

Accoglienza ecofriendly.

Al momento di scegliere una struttura è bene considerare anche le politiche adottate nei confronti dell’ambiente e della cultura locale. Numerose attività ricettive lavorano a contatto col territorio per valorizzarlo, sia dal punto di vista naturalistico sia dal punto di vista socio-culturale.

Considerazione per la cultura del posto.

“Paese che vai usanze che trovi” si dice e il viaggiatore attento all’ambiente ha un occhio di riguardo anche per costumi e tradizioni locali, si immerge nella vita quotidiana e stabilisce un contatto con le persone del luogo, anche imparando qualche parola di una lingua straniera, saluti, ringraziamenti e piccole frasi che testimoniano la buona volontà di avvicinarsi al diverso e conoscerlo anche attraverso nuove modalità di trekking multisensoriale.

Comportamenti sostenibili.

A casa come in ogni altro luogo è buona norma adottare pratiche sostenibili: ridurre i consumi, per esempio spegnendo le luci e chiudendo bene i rubinetti anche in albergo; riciclando ciò che è possibile e smaltendo in modo appropriato i rifiuti, prestando attenzione ai metodi di riutilizzo e riciclaggio utilizzati nella località meta del viaggio.

Il turismo sostenibile è una modalità di viaggio che rispetta i principi indicati dalla WTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) che si possono riassumere nei seguenti punti:

  • deve avere caratteristiche educative e interpretative, per costruire consapevolezza e rispetto per l’ambiente e la cultura;
  • deve essere un’esperienza positiva sia per il turista che per il territorio ospitante;
  • deve contribuire all’economia locale;
  • deve progettare e costruire strutture a basso impatto;
  • deve minimizzare l’impatto  negativo sulla natura e la cultura del luogo;
  • deve riconoscere e rispettare le differenze politiche, economiche e spirituali.

In Italia, si diffonde sempre più la  sensibilità verso questo argomento e aumentano le strutture ricettive che adottano questi valori e li applicano nel loro lavoro, dimostrando la propria buona volontà con la certificazione europea Ecolabel, che attesta prodotti o servizi con un ridotto impatto ambientale nell’intero ciclo di vita.

La Sicilia è la quarta regione italiana per numero di strutture certificate, che lo scorso maggio erano ben 22, delle quali 8 nel territorio di Palermo, per lo più concentrate nel territorio del parco delle Madonie.

Inoltre, a suggellare l’impegno siciliano è la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Geoparco delle Madonie e Aigae (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) che prevede lo svolgimento di varie attività formative e operative per accrescere le modalità di educazione e comunicazione ambientale a sostegno del turismo sostenibile.

A partire da settembre 2016 dovrebbero essere stilati i primi calendari formativi e un registro delle guide del parco, un primo passo verso la  creazione di una rete attività culturali, professionali e socio-economiche con l’intento di valorizzare e animare il territorio nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni.